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Lui ai miei piedi
22.02.2025 |
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""Adesso tiralo fuori"
Lui ubbidisce al mio comando, stavo impazzendo, lo aveva fuori e il suo pene era eretto, mentre il mio premeva sulle mutandine tanto che stava uscendo fuori..."
ATTENZIONE:Questo racconto è stato autorizzato a patto che non ci siano riferimenti a nomi e luoghi dell'incontro 20/02. Buona lettura.
Avevo organizzato questo piccolo evento, ogni tanto mi piace rievocare i tempi in cui facevo da padrona in modo più assiduo, con persone che si fecero ore di auto solo per stare sdraiati a terra e farmi da poggia piedi.
La mattina inizia come sempre; sveglia presto, colazione, doccia al volo e divisa pronta per andare a lavoro, ma oggi era il giorno in cui non avrei indossato i calzini spessi soliti ma delle calze velate in nylon blu scuro semi trasparenti e poi gli stivali.
La mattina lavorativa ho cercato di sudare il più possibile, come giornata era anche calda ed è stata una fortuna, muovevo le dita dentro gli stivali per aromatizzare ancora meglio.
Arriva presto l'ora del pranzo e di conseguenza la pausa che sarebbe stata un piacevole incontro.
"Ciao! Sto uscendo ora !"
Pochi secondi e arriva la risposta al mio messaggio
"Sono già qua con la mia auto, mi vedi?"
Un rapido sguardo verso la strada e riconosco l'automobile, a passo svelto mi avvicinò e salgo in auto.
Ci salutiamo, io sempre impacciata, ma ci diamo i baci sulle guance e poi andiamo dove avevamo concordato non troppo lontano dal mio posto di lavoro, ma appartato a dovere.
Una volta parcheggiato ci sistemiamo, purtroppo con un po di rapidità, ma sembravamo ben coordinati. Io mi tolgo gli stivali e mi tolgo anche i pantaloni, lui sembrava sorpreso nel vedermi togliere i pantaloni a quel modo e questo mi stava già eccitando e attraverso le mutande si poteva notare il gonfiore crescende.
Lui si mette giù in ginocchio e inizia a odorare in mezzo alle mie dita, sentivo la sua lingua e le sue labbra che mi baciava la pianta dei piedi, mi ero quasi dimenticata quanto questo mi faceva eccitare, mi mordevo il labbro inferiore per trattenermi ma le mie gambe si stringevano dal piacere e mi tremavano incontrollate.
Lui aveva capito che mi stava facendo impazzire e quindi aveva aumentato la passione.
"Sei la divinità da adorare"
Con quelle parole mi aveva fatta sciogliere alla fine, era tanto tempo che non sentivo questa emozione e mi ero davvero dimenticata quanto mi piaceva.
"Adesso tiralo fuori"
Lui ubbidisce al mio comando, stavo impazzendo, lo aveva fuori e il suo pene era eretto, mentre il mio premeva sulle mutandine tanto che stava uscendo fuori.
Con i miei piedi inizio ad accarezzare il pene, sentendo il nylon delle calze che faceva scivolare tutto in modo erotico.
Col sinistro accarezzo la sua cappella gonfia e col destro lo accarezzo per tutta la lunghezza e poi gli accarezzo lo scroto in modo velato.
Poi passo con dei movimenti circolari sulla punta sempre col sinistro e col piede destro inizio a fare movimenti avanti e indietro sempre più veloci.
A un certo punto sento del liquido caldo e denso bagnarmi il piede sinistro, era venuto e tanto.
In quel momento mi strofina i piedi bagnando tutti completamente del suo seme e lui senza dire niente o che io facessi qualcosa con la lingua inizia a ripulire il tutto.
Una volta finito non ho voluto togliermi le calze per metterne un paio pulite, ma le ho lasciate.
Mi sono alzata in piedi mentre lui era ancora in ginocchio, c'era ancora un pochino di tempo ed io ero troppo eccitata, mi abbasso le mutandine fino a metà coscia, leggermente in avanti e stavo appoggiando i miei testicoli sulla sua bocca, senza che dicessi niente inizia a baciarli
"Sei davvero una divinità"
Dopo queste sue parole in un attimo sento che mi sta uscendo le prime gocce di seme e spostandomi un po indietro gli faccio mettere le mani a coppetta e gli vengo sulle mani, dopo cinque schizzi forti tanto che i primi due gli arrivano sul volto.
Lui mi ringrazia per il mio "dono speciale" e inizia a leccare tutto.
Purtroppo il mio tempo a disposizione era giunto a termine, mi tiro su mutandine e pantaloni e lo bacio sulla fronte
"Sei stato bravissimo, grazie. La padrona è soddisfatta"
Lo aiuto a rialzarsi mentre io salgo al mio posto e lui ritorna alla guida.
Questa cosa la volevo omettere ma l'ho voluta inserire, mi sono sentita come una ragazzina coccolata che per il breve tragitto mi ha tenuto la mano.
Giunta al posto di lavoro ci salutiamo, sperando che magari si possa ripetere un altro giorno.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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